Chi è senza prostata può avere rapporti sessuali?

Chi è senza prostata può avere rapporti sessuali? Questa è senza alcun dubbio la domanda che viene posta la maggior parte delle volte dai pazienti che devono essere sottoposti ad una procedura chirurgica, ma anche di coloro che si trovano a fare i conti con una patologia legata alla prostata.

Ma come mai questa piccola ghiandola è fonte di preoccupazione per gli uomini, specialmente con l’avanzare dell’età?

La risposta è semplice.

Chi è senza prostata può avere rapporti sessuali: cos’è la prostata

La principale funzione della prostata, infatti, è quella di contribuire alla produzione dello sperma, perchè secerne parte del liquido seminale durante l’eiaculazione.

Oltre a questo, la prostata influenza alcune delle funzioni fondamentali dell’apparato riproduttivo maschile, come l’erezione e l’eiaculazione, oltre ad essere coinvolta nella minzione, ed è proprio l’alterazione di questi processi fisiologici a rappresentare il primo sintomo della presenza di eventuali patologie.

Chi è senza prostata può avere rapporti sessuali: la risposta

In presenza di patologie legate al corretto funzionamento della ghiandola prostatica, dunque, lo specialista va ad intervenire a seconda di quelli che sono i sintomi. In alcuni casi, il medico arriva a prescrivere semplicemente una cura farmacologica tuttavia, spesso è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico, con asportazione totale della ghiandola prostatica.

Ecco, dunque, la domanda: come si possono avere rapporti sessuali in assenza della prostata? La risposta dello specialista è SI, si può continuare a vivere la propria sessualità serenamente, a patto di seguire scrupolosamente la terapia prescritta dal medico.

Attualmente, un intervento di asportazione della prostata, viene sempre eseguito utilizzando una tecnica robotica. La scelta migliore per il paziente, affichè il recupero risulti più rapido e sereno possibile, è senza dubbio la chirurgia robotica, in quanto consente la ripresa totale di funzioni precedentemente compromesse, come la contienza, anche in fase precoce.

In base al grado di malattia, è possibile intervenire per il mantenimento delle funzioni dei nervi deputati all’erezione. In aggiunta a questo, tramite adeguate terapie, è possibile ottenere una ripresa graduale delle erezione spontanea.

Nel caso in cui la malattia non sia arrivata a lambire anche anche il fascio vascolo nervoso intorno alla prostata, questi nervi non possono essere preservati chirurgicamente, per cui si procede, nel post operatorio, ad un piano di riabilitazione che consente comunque al paziente di ritornare ad avere l’erezione.

In questo caso, tuttavia, l’erezione potrebbe non essere spontanea, seppur valida, e il paziente avrà sempre la necessità di un supporto farmacologico.

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